Il convegno si terrà a Padova dal 04 al 06 dicembre 2025, maggiori informazioni nella locandina dell’evento scaricabile dal link qui sotto.
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Di Roberto Marchesini
Nel panorama marcatamente antropocentrico dell’umanismo italiano, Giacomo Leopardi costituisce un esempio particolare non solo per la radicale critica all’antropocentrismo, ma altresì per la particolare sensibilità che introduce nella sua poetica, che precorre l’esistenzialismo esteso della filosofia postumanista. Leopardi nello Zibaldone ci mostra la materia come un’entità poietica e potenzialmente capace di pensiero, in una sorta di panismo che rompe qualunque forma di barriera all’interno della fenomenologia della vita. In questo continuum vitale e pensante, il poeta di Recanati sottolinea la pluralità dell’essere, di cui l’essere umano non rappresenta il vertice o la perfezione, bensì una fase transitoria, ponendo così una critica all’universalismo vitruviano.
Possiamo dire che Leopardi sia il poeta della condivisione, del sentire comune diffuso tra tutti gli esseri viventi, un con-sentire che si manifesta attraverso predicati di somiglianza e comunione. Ne è un esempio esplicito il Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, in cui la trasversalità predicativa viene tradotta nei versi: “in qual forma o stato che sia”. Tra i predicati condivisi ritroviamo innanzitutto la fragilità, quell’essere esposto alla crudezza del mondo che rende la vita commovente per certi aspetti e nello stesso tempo dotata di una sorta di eroismo inerente, di un valore morale in sé. In questo senso la fragilità dell’essere-in-vita e l’inevitabile caducità di questa condizione, un destino ineluttabile, induce un senso di fraternità, che assegna alla pietà non solo un significato emozionale ma altresì una valenza etica. Per altri versi, la fragilità se contrapposta allo slancio vitale che caratterizza la natura naturata, proprio in virtù della tensione eroica della vita – dotata al tempo stesso di eros e di coraggio – è di insegnamento all’essere umano.
Leopardi è altresì il poeta del corpo, un corpo commovibile nella sua dimensione affettiva, in quanto emozionabile e desiderante.
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