Consulenziale

 

 

La zooantropologia consulenziale si occupa di favorire il rapporto con gli animali che vivono accanto all’essere umano, sia quelli che comunemente chiamiamo animali da compagnia sia quelli che convivono in qualità di animali sinantropici. La zooantropologia consulenziale trova così applicazione nell’educazione cinofila, nella consulenza di relazione felina e nelle attività di zooantropologia urbana.

 

 

 

 

Scopo della zooantropologia consulenziale è quello di favorire la relazione tra la persona e l’alterità animale, cercando di evitare le aspettative improprie e le proiezioni, come la tendenza a infantilizzare e a umanizzare i pet. Partendo dalle concezioni teoriche della zooantropologia si rimarca la necessità di riconoscere il carattere di alterità, vedendo l’altro-di-specie come un soggetto, e quindi evitando la reificazione, e come diverso, e quindi non nei panni antropomorfici.

La zooantropologia consulenziale aiuta la persona a incontrare correttamente l’alterità animale stabilendo i parametri di “adeguatezza relazionale“:

 

 

1) congruità, ossia costruire un rapporto in linea con la personalità specie specifica e individuale dell’animale, dando la possibilità di comprendere veramente le sue caratteristiche;

2) consapevolezza, ossia favorire l’attribuzione di valore all’alterità animale, riconoscendone il significato e rafforzando così la relazione;

3) equilibrio, nel senso di mitigare i propri eccessi e trovare il modo di costruire una relazione che rispetti la reciprocità;

4) responsabilità, nel mettere in rilievo gli obblighi e i compiti che la persona si deve assumere.

Anche nella zooantropologia consulenziale l’attenzione per le “dimensioni di relazione” è centrale: in questo caso cercandone un buon bilanciamento nel rapporto.